Il mio orientamento

Dal punto di vista formativo, fin dai tempi dell’Università, ho seguito un percorso psicodinamico. Anche la mia pratica professionale è permeata dai concetti base della psicoanalisi moderna, con particolare riferimento a quelle correnti che, a partire dal pensiero freudiano, hanno sviluppato un approccio integrato che tenga conto degli orientamenti e delle teorie più attuali.

In psicologia clinica con con il termine “psicodinamico” ci si riferisce a un orientamento basato principalmente sulle teorie e sulle metodologie della psicoanalisi – e più in generale della psicologia dinamica – che si sviluppa con incontri meno frequenti e con una durata significativamente ridotta rispetto al trattamento psicoanalitico vero e proprio. Il setting è in parte differente e la tecnica utilizzata è più eclettica. La frequenza delle sedute è generalmente di una o due a settimana e il trattamento psicodinamico prevede, accanto al trattamento dei sintomi, un intervento più ampio finalizzato allo sviluppo delle risorse personali. Pertanto la durata del percorso, seppur limitata rispetto alla psicoanalisi, è solitamente più ampia, meno focale e maggiormente espressiva rispetto ai trattamenti brevi.

L’obiettivo del trattamento psicodinamico consiste nell’esplorazione dei diversi aspetti del Sé che non sono completamente consci e delle influenze che ne derivano, specialmente nelle relazioni attuali e negli eventuali sintomi psicopatologici. Questi aspetti vengono letti e interpretati anche sulla base della loro implicita influenza sulla relazione terapeutica (dinamiche transferali e contro-transferali).

Le principali tematiche su cui verte il trattamento psicodinamico sono, quindi, quelle su cui si fonda la psicoanalisi moderna: l’analisi dell’inconscio, dei conflitti e delle difese, l’esplorazione delle relazioni oggettuali e degli stili di attaccamento, l’elaborazione del trauma.

Negli ultimi anni il mio interesse si è esteso anche all’area della neurodivergenza, condizione non patologica di per sé ma che può comportare diverse difficoltà di adattamento nelle persone che hanno un funzionamento neuropsicologico atipico. Tale condizione richiede un approccio diverso da quello psicodinamico classico, più focalizzato sul hic et nunc e finalizzato a favorire la comprensione di sé, delle proprie emozioni e delle relazioni, aiutando la persona a integrare la propria esperienza soggettiva con quella degli altri.